28/2/19
Hotel «per soli adulti» e diritto di ammissione vs. diritto di accesso dei consumatori. È davvero compatibile?
All'interno del nostro ordinamento giuridico la cui fonte giuridica suprema è la Costituzione Spagnola, che preserva, su base preferenziale, diritti fondamentali come il principio di uguaglianza previsto dall'articolo 14; non vi è alcun motivo giustificato o proporzionato per vietare a un minore di entrare in un albergo di tale natura.
Pertanto, la formulazione letterale dell'articolo 14 come principio di uguaglianza costituzionale stabilisce per tutte le sfere della società che:
Gli spagnoli sono uguali davanti alla legge, senza alcuna discriminazione basata sulla nascita, la razza, il sesso, la religione, l'opinione o qualsiasi altra condizione o circostanza personale o sociale.
Pertanto, che la struttura alberghiera neghi o proibisca la prenotazione perché include minori nel gruppo; è una misura, Ab Initio, incostituzionale, poiché va contro lo spirito costituzionale di uguaglianza, infliggendo evidenti discriminazioni ai minori a causa della loro situazione personale, cioè a causa della loro ETÀ.
Nonostante quanto detto, i rifiuti che alcune strutture alberghiere denunciano, anche se giuridicamente ci sorprendono; forse sono stati utilizzati a causa della loro concezione errata dell'esercizio della libertà dell'imprenditore; previsto anche dalla nostra Costituzione Spagnola, articolo 38.
Questo articolo, a differenza dell'articolo 14, non è un diritto fondamentale, ma un principio guida della politica sociale ed economica e, pertanto, è un diritto limitato soggetto a condizioni logiche e non arbitrarie. Cioè, non può essere esercitato in modo assoluto e può e deve essere limitato per motivi imperativi di interesse generale meritevoli di protezione.
Pertanto, nell'esercizio di tale libertà commerciale, lo stabilimento alberghiero potrebbe sostenere a sua difesa l'esercizio del così tante volte annunciato Diritto di ammissione. Tuttavia, come nel caso di specie, questo Diritto di ammissione Non dovresti mai limitare il Diritto di accesso a una struttura alberghiera, arbitrariamente o indiscriminatamente, perché è proprio questo Diritto di accesso, che trova il suo fondamento nel già citato principio di uguaglianza costituzionale nell'articolo 14 della nostra Magna Carta.
Ebbene, effettuando uno studio comparativo della legislazione turistica delle Comunità autonome in materia di strutture alberghiere, nessuna di esse consente la limitazione dell'accesso alle strutture alberghiere per motivi di questo tipo (discriminatori).
Questa posizione limita indubbiamente e giustamente la libertà commerciale dell'articolo 38 della Magna Carta per motivi impellenti meritevoli di protezione (art. 14 della CE), tuttavia, ciò che questi regolamenti regionali non vietano, è che queste strutture alberghiere possono indirizzare la loro pubblicità o promozione solo ed esclusivamente a un determinato pubblico o gruppo.
Infine, come esempi evidenti di tali pratiche compatibili con il principio costituzionale di uguaglianza, troviamo opzioni fattibili e ragionevoli:
(i) L'ingresso ai minori non è vietato, ma la struttura non dispone di letti supplementari, culle o seggioloni. (ii) La promozione pubblicitaria si concentra in particolare su determinati gruppi o gruppi (single, sposi novelli... ecc.), privi di interesse o ripercussioni nell'ambito del turismo familiare con minori.
?È POSSIBILE PRESENTARE UN RECLAMO IN UN CASO ECCEZIONALE IN CUI A UN MINORE VIENE NEGATO L'INGRESSO?
Ovviamente, perché c'è una chiara violazione di un diritto fondamentale tanto essenziale quanto quello di uguaglianza, a parte il diritto di accesso del consumatore/utente.
Pertanto, nel caso in cui riscontrassimo un tale divieto in un Ipotesi eccezionale (ad esempio, essendo l'unico hotel della zona a partecipare a un matrimonio e non avere la possibilità di soggiornare in un altro abbastanza vicino), il primo passo sarà denunciare tale discriminazione e divieto attraverso il modulo di reclamo obbligatorio, che verrà trattato secondo la procedura autorizzata da Consumo. (Mediazione/Arbitrato).
Nonostante ciò, il consumatore può andare oltre e, se ritiene che la conseguenza di tale divieto sia degna di una condanna giudiziaria data la gravità materiale e formale di tale divieto, può essere proposta un'azione giudiziaria (richiesta) contro la nullità della clausola sul diritto di ammissione di tale stabilimento, poiché contraria alla legalità, in questo caso, a quella costituzionale.
La procedura da seguire sarebbe quella prevista dalla legge generale sui consumatori e gli utenti.
Nonostante quanto descritto, l'opzione più ragionevole è che le famiglie con minori si astengano dal recarsi in tali hotel per ovvi motivi (pubblicità per coppie o single e assenza di servizi complementari per i minori). Cioè, innanzitutto, vale il buon senso previsto, fatta eccezione per ipotesi singolari/eccezionali come l'esempio sopra descritto.
IL DIRITTO DI AMMISSIONE PUÒ AVERE LA PRECEDENZA IN QUESTI CASI?
Come è stato espresso, il diritto di ammissione è coperto dal diritto alla libertà di impresa previsto dall'articolo 38 della Costituzione, ma deve essere esercitato secondo le regole di necessità e proporzionalità e deve rispettare innanzitutto il suddetto diritto fondamentale di uguaglianza. Pertanto, possiamo affermare che, in virtù di tutte le ragioni descritte, non prevale, poiché deve sempre basarsi su condizioni oggettive, appropriate e paritarie.
Tutto questo, senza trascurare la possibilità di una pacifica convivenza di hotel di diverso tipo, dopo un'evidente pubblicità da parte del pubblico di destinazione.
Pertanto, sebbene l'ingresso di minori non possa essere vietato, ci sono sempre modi rispettosi per esercitare questo scopo commerciale, sia da parte dell'imprenditore alberghiero che del consumatore/cliente, che, insistiamo, deve agire con logica e buon senso nei termini e nei consigli sopra elencati.

Marta Rosas (Avvocato responsabile T&L)
